giovedì 21 dicembre 2006

CONSIGLIO COMUNALE N. 1, DEL 15 GIUGNO 2006

Primo Consiglio Comunale, 15 giugno 2006, in piazza

L’insediamento

Durante il primo Consiglio Comunale, convocato in piazza, abbiamo rimarcato ciò che ci ha spinti a candidarci in quanto forza alternativa alla Lega e ciò che tutt’ora ci differenzia da tale amministrazione. Abbiamo fatto interventi critici sulle linee programmatiche, sia nella forma che nella sostanza. Il programma dell’amministrazione è stato, infatti, presentato in Consiglio Comunale con lo stemma della Lega ancora in calce, per noi sintomo dello scarso rispetto nei confronti della cosa pubblica (la campagna elettorale era ormai finita e gli eletti si apprestavano ad amministrare nell’interesse di tutti, loro elettori o meno). Abbiamo criticato anche l’uso strumentale della prima convocazione del Consiglio in piazza, luogo della partecipazione e della trasparenza, ma trasformato per l’occasione in uno specchietto per le allodole, dato che nei cinque anni appena trascorsi le possibilità di partecipazione dei cittadini alla vita politica del paese sono state scarse (pochissime assemblee, commissioni ridotte all’osso e convocate sporadicamente, informazione sommaria e incompleta su quanto fatto dall’amministrazione). A livello di contenuto, abbiamo evidenziato criticità in ogni ambito del programma presentato dall’attuale amministrazione, a partire dall’aspetto ambientale, dove abbiamo riscontrato solo proposte estemporanee, prive di progettazione e lungimiranza. L’ambito sociale ha rivelato forti lacune in materia di pari opportunità, politiche nei confronti dei migranti e delle fasce più deboli e svantaggiate della popolazione colognese. Nel programma non è stato proposto il ripristino di un assistente sociale, figura fondamentale per affrontare i problemi che sorgono in questo settore. Nell’area dell’istruzione si propone di creare un doposcuola specializzato, senza tenere conto che un servizio di questo genere esiste già, si chiama “Con le forbici in tasca” e non è stato supportato dall’amministrazione uscente-rientrante. A livello di lavori pubblici, abbiamo ribadito la nostra contrarietà alla realizzazione di un parco acquatico, progetto che è tra l’altro fermo per il contenzioso sorto con la ditta che avrebbe dovuto realizzarlo, la quale ha chiesto un risarcimento all’Amministrazione pari a 800.000 €: ci sembra comunque un intervento oneroso, fuori portata rispetto alle effettive esigenze della popolazione e campanilistico, dal momento che non si è cercato un accordo con altri comuni e che nei paesi limitrofi impianti acquatici non mancano. Per quanto riguarda la sicurezza, sono proposti interventi che mirano semplicemente a sorvegliare e punire: non c’è né un progetto né un programma di educazione e prevenzione. Nell’area del bilancio, ci si vanta di non avere aumentato le tasse e si ribadisce che non verranno toccate nemmeno per i prossimi cinque anni, senza evidenziare che per ottenere questo risultato si sono svendute le principali aree appartenenti al comune.
Oltre a tale fase critico-distruttiva, abbiamo anche avanzato due proposte, sotto forma di emendamenti, per essere costruttivi nell’interesse della comunità. I due emendamenti proposti riguardavano uno la tematica delle pari opportunità, con la richiesta di mettere tale argomento all’ordine del giorno del programma amministrativo dei prossimi cinque anni, attuando il cosiddetto gender mainstreaming (il porre al centro di ogni ambito una prospettiva di genere: ciò significa avere sempre come riferimento, in tutte le sedi di definizione di politiche e tipologie di intervento, l’attenzione ai possibili diversi effetti sulle condizioni rispettive delle donne e degli uomini, nei loro impatti differenziali significativi per genere), eventualmente anche attraverso la consulenza di un esperto in materia di pari opportunità; il secondo emendamento riguardava la possibilità di aderire ad un bando della Fondazione Cariplo, per avere un contributo da destinare ad uno studio sul risparmio energetico relativo agli immobili comunali. Entrambi gli emendamenti sono stati fortemente criticati con motivazioni assolutamente irrazionali, nonché offensive nei confronti dell’intelligenza umana e della dignità di ogni donna: il consigliere Andrea Cavalleri è arrivato a dire che l’emendamento sulle Pari Opportunità avrebbe provocato aborti di massa, dal momento che nel sito dal quale avevamo attinto la documentazione per spiegare il concetto di gender mainstreaming si trovavano cenni alla sperimentazione della pillola RU486. Gli emendamenti sono stati bocciati dalla maggioranza e non hanno raccolto nemmeno l’interesse delle altre due minoranze (Per Cologno ha votato a favore soltanto dell’emendamento sul risparmio energetico). Vogliamo sottolineare che gli emendamenti erano stati presentati con un intento sinceramente costruttivo e ci aspettavamo che potessero davvero essere accolti, tanto più che avevamo ben presenti le parole dell’allora-ancora assessore Ghidoni al forum dei quattro candidati, il quale riconosceva come veramente innovativo il “Progetto donna” presentato da Amministrare insieme. In sede di Consiglio Comunale, bene ancorato alla sua poltrona, l’assessore pare avere cambiato idea.
Il primo Consiglio si è poi distinto per la nomina della commissione elettorale, il cui esponente di minoranza effettivo sul quale siamo convenuti è stato Robert Carrara (tale scelta, nonostante Robert faccia parte di una lista che ha ottenuto meno voti della nostra, è stata dettata dall’inferiorità numerica in cui ci siamo trovati la sera del primo consiglio); notevole il fatto che il membro di minoranza supplente per tale commissione, Sergio Daleffe, sia stato eletto con i voti della maggioranza (ha ottenuto 6 preferenze, contro le 3 di Cavalleri e di Ferri, membri di maggioranza). Anche per quanto riguarda la nomina dei commissari per l’aggiornamento degli elenchi comunali dei giudici popolari, Sergio Daleffe è risultato eletto come membro di minoranza grazie ai voti della maggioranza leghista (ha ottenuto 4 preferenze, mentre il nome sul quale eravamo convenuti come “Amministrare insieme” e “Per Cologno” era stato quello di Chiara Drago, che ha ottenuto le 3 preferenze stabilite: non c’è dubbio che, dei quattro voti di Daleffe, tre fossero della maggioranza).
Il Consiglio si è poi concluso senza che ci venisse data la possibilità di leggere un’interrogazione e una mozione, dell’esistenza delle quali avevamo adeguatamente informato, all’inizio della seduta, sia il Segretario Comunale che il Sindaco. Tutto questo è sintomatico dello scarso rispetto delle procedure, dimostrato anche nelle occasioni successive, da parte della maggioranza.

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